E' arrivato il mio terzo kayak, dopo il Fiberline 3000, ed il Fiberline 7000 SSK, adesso è la volta del 526 della SeaKayakDesign
Le caratteristiche tecniche del 526: Lunghezza: 526 cm; Larghezza: 53 cm; Volume gavone anteriore: 56 lt, V:olume gavone posteriore: 55 lt
Volume terzo gavone: 25 lt; Volume pozzetto: 131 lt; Volume totale: 267 lt; Pozzetto: 72.5 x 40,5 cm; Peso: 24-25 kg
Diciamo che è stato quasi un amore a prima vista, infatti le linee del kayak mi hanno colpito sin dal primo momento, la scelta è caduta sul nuovo colore arancio che ho visto alla Vulcanoa 2009, la costruzione è in diolene, con skeg e pompa di sentina della Henderson modello compact 50.
PRIME IMPRESSIONI D'USO:naturalmente sono delle primissime impressioni relative ad un' ora di utilizzo con mare piatto; Il kayak mi
ha positivamento colpito per la sua manovrabilità in relazione alla sua lunghezza, la seduta anatomica mi è piaciuta molto, lo schienalino secondo me tende ad inclinarsi troppo e quindi non favorisce il sostegno della schiena (1). Non ho notato particolari problemi di stabilità in salita e discesa dal kayak, anzi una volta dentro il pozzetto ho avuto una naturale senzazione di equilibrio. Il pozzetto è più piccolo di quello del mio precedente kayak, ma questo nonostante la presenza dei premi cosce e della pompa di sentina, non mi ha causato nessun disaggio. La navigazione è stata tranquilla con mare piatto quindi non ho dovuto apportare correzioni di rotta. Naturalmente non ho riscontrato nessuna infiltrazione d'acqua ed i pozzetti si sono rilevati al controllo completamente asciutti. Abbiamo imbarcato di proposito un pò d'acqua nel pozzetto e la pompa di sentina ha svolto egregiamente il suo dovere prosciugando l' acqua sino quasi all'ultima goccia, questo perchè l'aspirazione è stata correttamente posizionata. Altro lato positivo, è dai particolari che si notano le cose ben fatte, il sedile ha due buchi che fanno in modo che l'acqua non ristagni nell'incavo favorendone la fuoriuscita verso il fondo dello scafo così da poter essere aspirata dalla pompa. Sullo skeg non posso esprimermi per i motivi di cui sopra ( mare piatto)(2). Alla prossima uscita vi terrò informati delle ulteriori senzazioni.
AGGIORNAMENTI:
(1) Il problema schienale che scivola l'ho risolto fissando la base dello schienale al seggiolino grazie a delle fascette di plastica che ho fatto passare nelle feritoie del seggiolino e della parte bassa dello schienale, adesso formano alla base un corpo unico che non tende più a scivolare.La parte alta è rimasta più elastica ma allo stesso tempo avvolge e sostiene la schiena favorendo una buona posizione in navigazione, ed agevolando le manovre più tecniche.
(2) Lo skeg un accessorio che non ho avuto ancora modo di apprezzare a fondo, pechè anche con mare relativamente formato non ho sentito la necessità di apportare significative correzioni all'assetto dello scafo in navigazione.
Il 526 si comporta in maniera abbastanza neutra e sostanzialmente và dove si guarda. Devo dire comunque che montare lo skeg costringe ad utilizzare il kayak in maniera diversa nelle operazioni di imbarco e sbarco, dovendo prestare la massima attenzione ad evitare che sabbia e piccole pietre possano insinuarsi nella fessura che alloggia lo skeg.
Nel caso ciò avvenisse bisogna evitare di forzare i movimenti della pinna, cercando di far uscire il materiale estraneo prima di fare scorrere lo skeg.
sabato 8 maggio 2010
venerdì 9 aprile 2010
MILAZZO - CAPO D'ORLANDO 21-23 MAGGIO 2010

In attesa di definire la preparazione della INTERCITY ME-PA che nel giro di una settimana ci farà pagaiare da Messina a Palermo, abbiamo deciso di percorrere in anteprima alcune tappe della futura spedizione.
L'appuntamento, tempo permettendo, è fissato per il 21 Maggio presso il camping Rivasmeralda www.rivasmeralda.it.
La mattina del 22, di buon ora partenza per la prima tappa Milazzo Marinello, e la sera pernottamento in camping o su spiaggia libera.
Giorno 23, domenica, si parte per l'ultima tappa Marinello - Capo d' Orlando ed arrivo nel pomeriggio nella citta Paladina.
per informazioni 3394786846
lunedì 22 marzo 2010
Siracusa 21/03/2010 resoconto
Si è svolta la prima manifestazione di Sottocosta organizzata a Siracusa il giorno 21/03/2010, tredici imbarcazioni hanno preso il via come da “programma” puntualmente alle 10.30, si perché l’appuntamento era fissato alle 8,30 ed i kayak in acqua dovevano essere alle 9,30, quindi da perfetti Siciliani abbiamo rispettato la “nostra” tabella di marcia.
Ma torniamo un attimo, anzi un giorno indietro, si perché due Paladini sono partiti da Capo d’Orlando il pomeriggio del sabato, e dopo tre ore di macchia/autostrada siamo arrivati a destinazione. A Siracusa ci aspettava il B&B che avevamo prenotato ad Ortigia proprio di fronte al punto dal quale l’indomani sarebbe partita la manifestazione, abbiamo scelto di dormire sotto un tetto piuttosto che in tenda perché l’età di qualcuno dei partecipanti, e non faccio nomi, comincia a farsi sentire, quindi l’inaugurazione delle tende nuove è spostata a data da destinarsi.
La sera il vento ha cominciato a tormentarci non facendo presagire niente di buono per l’indomani, ma le previsioni meteo erano buone quindi aspettiamo fiduciosi.
Ci ritroviamo nel luogo prescelto per l’appuntamento ed alla spicciolata il gruppetto si và infoltendo, salutiamo gli amici di sempre, anzi questa volta vediamo qualche faccia per noi nuova.
Destinazione “La Tonnara” poco più di sette km da percorrere con vento in poppa. Il mare praticamente calmo e l’ acqua cristallina, ci permettono di apprezzare le bellezze della costa Siracusana, completamente diversa dalla pur bella costa Messinese alla quale siamo ormai abituati.
Il Gps segnala una velocità di spostamento di 3,5/4 km/h con punte di 5km/h, e tutto senza mettere la pagaia in acqua, se avessimo avuto una vela da spiegare……Naturalmente questa grazia di Dio
l’ avremmo pagheta al ritorno.
Arrivati alla Tonnara ci aspetta una baia con un mare che sembra uno specchio, una spiaggia con poca sabbia ci costringe a sbarcare in pochi alla volta prestando attenzione a dove mettere la prua della nostra barca per evitare le pietre affioranti.
Consumato il fugace pranzo ci vieni offerta una guantiera di cannoli Siracusani che apprezziamo alla grande, e dopo spiegazioni filosofiche sulla socializzazione ci apprestiamo sulla via del ritorno.
Mi ricordo la barzelletta del suicida che lanciandosi dal settimo piano ripeteva tra sé e sé mentre precipitava – sin qui tutto bene, sin qui tutto bene- prima di arrivare a terra.
In effetti per il primo tratto del rientro anche noi abbiamo detto fin qui tutto bene, poi girato un promontorio abbiamo visto le “palombelle” che il vento produceva sferzando l’acqua. Il venticello che ci aveva spinto di poppa all’andata si era trasformato in un vento molto più teso e freddo che aveva fatto increspare parecchio il mare con onde a volte superiori ai 70/80 niente di chè per noi esperti navigatori ma le secchiate di acqua fredda che ti arrivano addosso mi hanno fatto apprezzare l’abbigliamento invernal/primaverile che avevo scelto per la giornata.
Un’occhiata al GPS e vedo che avanziamo a stento a 4,5 km/h e dobbiamo mettercela tutta perché se ci fermiamo un attimo come niente ti ritrovi 100mt dietro.
Generalmente con quella forza nella pagaiata procedi molto più velocemente. Gioco forza ne approfitto per testare il nuovo 526 con condizioni di mare che questo kayak non aveva ancora provato, non ho potuto fare altro che apprezzare le condizioni di neutralità del comportamento della mia barca, ho utilizzato pochissimo skeg, ed il vento ed il mare nonostante ci prendesse in alcuni casi lateralmente non mi ha costretto a continue correzioni di rotta, anzi devo dire che dove la mettevo andava. Molto accentuata la senza zione di sicurezza indotta dal comportamento del kayak. Soddisfattissimo.
La bocca del porto si avvicina ed ormai a ridosso, soffriamo pochissimo il vento, entrati in porto decidiamo di fare i turisti e passati sotto un ponte facciamo un giretto in kayak tra i canali di Ortigia. La giornata volge al termine adesso inizia la parte seccante, ricaricare i kayak e partire, ma anche questo fa parte del gioco, e quindi appuntamento alla prossima avventura….
le foto della manifestazione su www.kayakamatoriale.it
Ma torniamo un attimo, anzi un giorno indietro, si perché due Paladini sono partiti da Capo d’Orlando il pomeriggio del sabato, e dopo tre ore di macchia/autostrada siamo arrivati a destinazione. A Siracusa ci aspettava il B&B che avevamo prenotato ad Ortigia proprio di fronte al punto dal quale l’indomani sarebbe partita la manifestazione, abbiamo scelto di dormire sotto un tetto piuttosto che in tenda perché l’età di qualcuno dei partecipanti, e non faccio nomi, comincia a farsi sentire, quindi l’inaugurazione delle tende nuove è spostata a data da destinarsi.
La sera il vento ha cominciato a tormentarci non facendo presagire niente di buono per l’indomani, ma le previsioni meteo erano buone quindi aspettiamo fiduciosi.
Ci ritroviamo nel luogo prescelto per l’appuntamento ed alla spicciolata il gruppetto si và infoltendo, salutiamo gli amici di sempre, anzi questa volta vediamo qualche faccia per noi nuova.
Destinazione “La Tonnara” poco più di sette km da percorrere con vento in poppa. Il mare praticamente calmo e l’ acqua cristallina, ci permettono di apprezzare le bellezze della costa Siracusana, completamente diversa dalla pur bella costa Messinese alla quale siamo ormai abituati.
Il Gps segnala una velocità di spostamento di 3,5/4 km/h con punte di 5km/h, e tutto senza mettere la pagaia in acqua, se avessimo avuto una vela da spiegare……Naturalmente questa grazia di Dio
l’ avremmo pagheta al ritorno.
Arrivati alla Tonnara ci aspetta una baia con un mare che sembra uno specchio, una spiaggia con poca sabbia ci costringe a sbarcare in pochi alla volta prestando attenzione a dove mettere la prua della nostra barca per evitare le pietre affioranti.
Consumato il fugace pranzo ci vieni offerta una guantiera di cannoli Siracusani che apprezziamo alla grande, e dopo spiegazioni filosofiche sulla socializzazione ci apprestiamo sulla via del ritorno.
Mi ricordo la barzelletta del suicida che lanciandosi dal settimo piano ripeteva tra sé e sé mentre precipitava – sin qui tutto bene, sin qui tutto bene- prima di arrivare a terra.
In effetti per il primo tratto del rientro anche noi abbiamo detto fin qui tutto bene, poi girato un promontorio abbiamo visto le “palombelle” che il vento produceva sferzando l’acqua. Il venticello che ci aveva spinto di poppa all’andata si era trasformato in un vento molto più teso e freddo che aveva fatto increspare parecchio il mare con onde a volte superiori ai 70/80 niente di chè per noi esperti navigatori ma le secchiate di acqua fredda che ti arrivano addosso mi hanno fatto apprezzare l’abbigliamento invernal/primaverile che avevo scelto per la giornata.
Un’occhiata al GPS e vedo che avanziamo a stento a 4,5 km/h e dobbiamo mettercela tutta perché se ci fermiamo un attimo come niente ti ritrovi 100mt dietro.
Generalmente con quella forza nella pagaiata procedi molto più velocemente. Gioco forza ne approfitto per testare il nuovo 526 con condizioni di mare che questo kayak non aveva ancora provato, non ho potuto fare altro che apprezzare le condizioni di neutralità del comportamento della mia barca, ho utilizzato pochissimo skeg, ed il vento ed il mare nonostante ci prendesse in alcuni casi lateralmente non mi ha costretto a continue correzioni di rotta, anzi devo dire che dove la mettevo andava. Molto accentuata la senza zione di sicurezza indotta dal comportamento del kayak. Soddisfattissimo.
La bocca del porto si avvicina ed ormai a ridosso, soffriamo pochissimo il vento, entrati in porto decidiamo di fare i turisti e passati sotto un ponte facciamo un giretto in kayak tra i canali di Ortigia. La giornata volge al termine adesso inizia la parte seccante, ricaricare i kayak e partire, ma anche questo fa parte del gioco, e quindi appuntamento alla prossima avventura….
le foto della manifestazione su www.kayakamatoriale.it
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